15 Dic 2018

L’avversario di Brescia: Acqua S. Bernardo Cantù

Presentare la sfida con la Pallacanestro Cantù tralasciando le vicende societarie che caratterizzano il presente e il futuro del club brianzolo rischia di essere limitativo. Eppure, la squadra allenata da Evgeny Pashutin, vecchio santone del basket continentale, sembra aver tracciato un confine molto netto attorno a sé, unico mezzo per permettere ai giocatori di restare concentrati sulle vicende di campo senza curarsi (almeno per ora) delle ombre che restano più che minacciose sul futuro della società lombarda.

Oggi Cantù rappresenta la conferma che nei momenti più difficili è possibile trovare nuova linfa e nuove idee: e così, dopo aver stretto attorno a sé i tifosi, incassando anche la solidarietà delle altre tifoserie italiane (comprese quelle che storicamente le sono state sempre rivali), il club ha trovato un nuovo Title Sponsor, l’Acqua S. Bernardo, e ha acceso su di sé molti riflettori per sollecitare nuovi investitori a non disperdere un patrimonio di tutta la pallacanestro italiana.  

LA SQUADRA – Il tentativo della squadra di isolarsi dalle vicende societarie nelle ultime settimane non si è sposato con risultati positivi. Dopo un inizio scintillante, con tre vittorie in altrettante gare a cavallo tra la seconda e la quinta giornata, il quintetto brianzolo ha dovuto incassare cinque stop consecutivi, l’ultimo dei quali arrivati nel sentitissimo derby con l’Olimpia Milano, capace di infilare 101 punti nei canestri del PalaDesio. Cantù va in cerca di una scintilla per raddrizzare la china e riprendere quel feeling con la vittoria che manca dal 28 ottobre, giorno in cui sconfisse la Grissin Bon Reggio Emilia di fronte al proprio pubblico. 

IL ROSTER – Al roster canturino certamente non mancano le bocche da fuoco per cercare di far male alle difese avversarie, così come al suo coach non manca l’esperienza per poter assemblare al meglio i giocatori che lo compongono. Pashutin, infatti, vanta un palmarès di tutto rispetto, con una lunga esperienza alla guida di club prestigiosi come Lokomotiv Kuban, Unics Kazan e, soprattutto, CSKA Mosca.

Il roster creato durante l’estate risponde pienamente alle esigenze del coach russo, che può contare su cinque giocatori capaci di andare costantemente in doppia cifra. Frank Gaines, ad esempio, è il terzo miglior marcatore del campionato (il secondo, se consideriamo che Ricky Ledo ha lasciato la Serie A) con 19.2 punti di media a gara, seguito da vicino da Davon Jefferson (17), Ike Udanoh (14.1, a cui somma anche 10.2 rimbalzi di media a a gara) e Tony Mitchell (15.9). 

Anche Gerry Blakes (10.5 punti di media a partita) dà il suo buon contributo alla causa, alla quale invece viene spesso a mancare l’apporto delle seconde linee, almeno in termini statistici. Giocatori come Salvatore Parrillo, Andrea La Torre e Maurizio Tassone, infatti, sono capaci di alzare l’intensità difensiva, ma il loro contributo in termini di punti è decisamente limitato, così come quello di Shaheed Davis, il cui fatturato fino a oggi si limita ai 3.4 punti e 3.8 rimbalzi di media a gara. 

SOTTO LA LENTE – Al di là della sconfitta maturata contro Milano, i 21 rimbalzi offensivi catturati dalla squadra canturina nell’arco della partita sono un dato che balza certamente all’occhio ma che non deve stupire. Oltre a Gaines infatti, l’Acqua S. Bernardo trae gran parte della sua produzione offensiva dalla coppia di lunghi formata da Udanoh e Jefferson. I due portano alla causa 31.1 punti e 19.2 rimbalzi a gara, dei quali 7.6 sono offensivi (Jefferson, in particolare, è il miglior rimbalzista offensivo dell’intera Serie A). Oltre a segnare su extrapossesso (75% dei rimbalzi offensivi portano ad almeno un punto segnato), Udanoh e Jefferson sono ottimi esecutori di tagli verso il canestro, con i quali scardinano le difese avversare segnando 6.7 punti di media a gara.

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