11 Set 2020

Tifosi sugli spalti, esperimento riuscito: tra regole e imposizioni, la voglia di Germani è sempre altissima

Se nel mese di febbraio il botteghino avesse fatto registrare la presenza di 663 persone in una gara casalinga della Germani Brescia, molti avrebbero pensato a un ridimensionamento, forse addirittura a un disamoramento di una piazza che negli ultimi anni è stata sempre più vicina alla squadra biancoblu.

Il dato dell’affluenza della terza gara casalinga della Supercoppa italiana, quella disputata contro l’Acqua S.Bernardo Cantù, va invece considerato come una vera, autentica nota positiva. Una rinascita, per certi versi. Nonostante non si sia arrivati al massimo della capienza consentita, nella gara con Cantù ci sono state 663 persone che hanno fortemente voluto partecipare, decidendo di convivere con tutte le stringenti regole che riguardano la partecipazione dal vivo a un evento sportivo, figlie del tempo che stiamo vivendo.

Attenersi in modo scrupoloso alle regole imposte, acquistare i tagliandi solamente on line, arrivare con un congruo anticipo, sottoporsi a tutti i controlli previsti dal protocollo, dover restare seduti al proprio posto per tutta la partita, intervallo compreso, l’obbligo di non consumare cibo e bevande e di tenere la mascherina per tutta la durata della partita sono regole che potrebbero scoraggiare anche coloro che hanno la voglia più grande di tornare a seguire una partita dal vivo, a prescindere da quanto sia grande quella voglia e l’attaccamento alla propria squadra del cuore.

La pandemia ha cambiato molte delle nostre abitudini e molte altre sono destinate a restare diverse rispetto a quanto accadeva prima del suo arrivo. 663 persone, pochi giorni dopo le 730 presenti nella gara con l’Olimpia Milano, hanno dimostrato che la voglia di basket può essere più forte di ogni timore e della necessità di sottostare scrupolosamente alle regole imposte.

La voglia di Germani Brescia in città è rimasta assolutamente intatta. Anzi, la nuova squadra stuzzica le fantasie dei tifosi e incuriosisce gli appassionati, che non aspettano altro che l’occasione per poter tornare sugli spalti per poterla ammirare e applaudire. Tutto quello che ruota attorno alla squadra e alle partite da giocare al PalaLeonessa A2A, però, è diverso da prima.

Mai come in questa fase storica le scelte individuali delle singole persone vanno capite e rispettate, compresa quella di restare ancora lontano dai palasport, nonostante le limitazioni alla capienza (per le gare della Supercoppa era fissata al 25%) e i protocolli di sicurezza messi in atto. Siamo certi, però, che tutti desiderano un ritorno alla normalità, nonostante servirà del tempo per raggiungerlo.

I protocolli di sicurezza hanno funzionato, perché le persone che hanno partecipato alle gare con Milano e Cantù si sono attenute scrupolosamente alle regole e hanno rispettato tutti i passaggi necessari che gli sono stati imposti. L’esperimento di aprire parzialmente gli impianti per le partite della Supercoppa italiana, dunque, può dirsi assolutamente riuscito, complici i grandi sforzi compiuti dalle società e l’atteggiamento responsabile dei tifosi.

Anche per questo, considerata l’attuale normativa vigente sull’apertura degli stadi e degli impianti sportivi, è giusto sperare che possa essere adottata una nuova ordinanza a livello regionale che possa permettere l’apertura dei palasport nelle prime due giornate di campionato, in programma nel weekend del 26 e 27 settembre e in quello del 3 e 4 ottobre.

I club hanno dimostrato di poter fare le cose per bene e le 730 persone accorse al PalaLeonessa con Milano e le 663 presenti con Cantù hanno fatto capire che è possibile tornare a godersi le partite in sicurezza. Non tenere in considerazione tutto il lavoro compiuto e l’esempio dato da questi tifosi attraverso il loro comportamento sarebbe un vero peccato.

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