13 Ott 2020

Una cartolina da… Bar, Montenegro

La seconda trasferta europea della Germani Brescia nell’avventura di 7DAYS EuroCup passa per Bar (anche conosciuta come Antivari) città portuale del Montenegro affacciata sul Mar Adriatico, il maggior polo di attracco per navi mercantili, navi passeggere e traghetti dell’intero stato montenegrino. I numerosi siti archeologici che popolano questa zona costiera occidentale, dove sorge Bar, riflettono la storia millenaria della località, iniziata già intorno al VII secolo a.C.

Sebbene la denominazione attuale della città derivi dalla lingua slava, l’origine dell’insediamento risale, in realtà, già ai tempi degli antichi Greci e Romani, che dapprima la nominarono Antibereos e in seguito Antibarum. Dopo il dominio bizantino, Bar passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, per poi diventare parte del grande Impero Ottomano e, a seguito del Congresso di Berlino del 1878, con il quale si sancì l’indipendenza del Montenegro, la città entrò a far parte dell’omonimo principato. Tutte queste innumerevoli influenze culturali si leggono oggi nelle trame del tessuto cittadino, che si presenta come un centro cosmopolita e multiculturale, fonte ricchissima di siti storici.

Se la moderna Bar è di recente sviluppo (la città ha seguito l’espansione dell’area portuale, conclusasi nel corso del ‘900) la parte antica, Stari Bar, sorge su una collina e conserva una fortissima tradizione: centro del potere religioso e politico in epoca medievale, agli inizi del secolo scorso venne abbandonata con lo spostamento della popolazione verso il mare. Ad oggi la vecchia Bar risulta quindi come una ghost town d’incanto medievale, impregnata dall’alone di fascino e mistero lasciati dai resti e dalle rovine di chiese e moschee.

Tra le attrattive locali, d’obbligo è l’escursione nella città vecchia: conosciuta come “la Pompei del Montenegro”, la zona conserva rovine e rudimenti di centinaia di edifici, testimonianze a cielo aperto di ogni singolo periodo della storia cittadina. Attrattiva, per fedeli e non, è la chiesa di San Tekla situata a Sutomore: in prossimità dei suoi due altari si celebrano sia riti ortodossi che riti cattolici, a confermare la convivenza di più culti e confessioni. Anche la residenza estiva ottocentesca di Re Nicola, al castello di Topolica, è uno dei pezzi forti della città: il grande parco al suo interno, che ospita anche il Museo della Contea, è uno dei polmoni verdi di Bar. Tra le strade e i sentieri di Stari Bar è possibile imbattersi in angoli suggestivi e pittoreschi scorci panoramici vista mare, mentre dal villaggio di Mali Mikulici, posto a 778 metri di altitudine, si può godere di una visuale unica, con il Mare Adriatico da un lato e il dolce lago di Scutari dall’altra.

Oltre al porto e alle attività di pesca, la zona è particolarmente attiva sul fronte dell’olivicoltura e della produzione di olio e, proprio a Bar, sorge l’olivo più antico del mondo: l’Olivo di Mirovica, in vita da oltre duemila anni. La tradizione che ruota intorno a questo frutto della natura secolare è radicatissima: secondo una leggenda locale, infatti, nessun abitante può lasciare la città senza prima aver piantato almeno dieci piante di olivo, destinato a rimanere in dote ai propri eredi a cui, a loro volta, spetterà il compito di tramandarne la coltivazione. Sotto le fronde del millenario ulivo, inoltre, si racconta che venissero dissipate guerre e faide familiari.

Punto di incontro tra la religione cristiana e quella musulmana, Bar è teatro delle celebrazioni che onorano San Jovan Vladimir, martire ucciso nel 1215 e ricordato ogni anno con un pellegrinaggio che in cui cristiani cattolici, ortodossi e musulmani trasportano una croce fino alla sommità del monte Rumija, che domina la città con i suoi 1.595 metri di altezza. A San Jovan Vladimir è anche dedicata la cattedrale di Bar, maestoso esemplare di architettura balcanica da cui spicca il contrasto tra il bianco della struttura e l’oro splendente delle cupole poste in cima alle due torri.

Oltre alla mescolanza di storia, fede e cultura, anche l’area balneare di Bar, riconosciuta come punto di riferimento dell’intera area balcanica ed estesa per oltre quaranta chilometri di coste lungo il Mar Adriatico, merita infine una menzione. La stagione balneare prende il via verso la metà di maggio e prosegue indisturbata fino a novembre, complice il clima mediterraneo che abbraccia la zona e le immense distese, sabbiose o rocciose, dal fascino spigliato e selvaggio. Tra le perle del litorale, le spiagge Veliki Pijesk e Sutumore, dove sorge la già citata chiesa di San Tekla, rappresentano due tra le più interessanti attrattive locali.

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