20 Ott 2020

Una cartolina da… Malaga

Destinazione Andalusia. Il viaggio europeo della Germani Brescia, impegnata sui principali palcoscenici della 7DAYS EuroCup, ferma questa settimana nella vivace e soleggiata Malaga, conosciuta anche come “la capitale della Costa del Sol”, di cui costituisce il principale centro culturale ed economico. Con lo sguardo rivolto al mar Mediterraneo, la città è un’intensa esplosione di estro e colori: tra musei, edifici storici e monumenti, le strade di Malaga germogliano di vita.

Di fondazione fenicia, denominata originariamente Malaka, sotto il dominio romano fiorì e si espanse, ma è certamente l’influenza araba ad aver lasciato le più profonde tracce culturali ancora oggi visibili nelle trame del territorio. Con la conquista musulmana, risalente all’VIII a.C., la città divenne parte della grande regione di al-Andalus (la cosiddetta Spagna islamica) e diventò Māllaqa. Di questa fase storica, retaggi evidenti si ritrovano nel centro storico, in particolare nel monumento dell’Alcazaba e nel Castillo de Gibralfaro. A partire dalla seconda metà del XIII secolo, la città divenne parte del Sultanato di Granada e controllata dalla dinastia dei Nasridi, l’ultima discendenza musulmana a sopravvivere in Spagna.

La Reconquista, il lunghissimo e guerrigliero periodo storico durante il quale i regni cristiani spagnoli si ribellarono all’invasione musulmana e avviarono il processo di riconquista dei territori soggiogati dai mori, fu una fase particolarmente sanguinosa e lacerante. Sotto il potere del Regno di Spagna, durante la rivoluzione industriale, Malaga divenne uno dei poli commerciali più ricchi e fiorenti, concorrendo con Barcellona per il ruolo di potenza industriale durante gli anni della grande rivoluzione. La guerra civile spagnola provocò una fuga di massa della popolazione: i violenti bombardamenti e gli attacchi di nazionalisti e fascisti, infatti, costrinsero gran parte dei malaghesi a dirigersi verso la zona di Almerìa. Alla presa della città da parte dell’esercito franchista, nel 1937, seguì la lenta crescita del dopoguerra: un’espansione sempre più crescente si attestò a seguito dell’afflusso di turisti in direzione Costa del Sol, fino al vero e proprio boom economico ed edilizio esploso a partire dagli anni Sessanta.

Tutt’oggi si può toccare con mano la crescita di Malaga che, cavalcando l’attraente posizione geografica, è un fortissimo polo turistico ed è la sesta città spagnola per numero di abitanti. L’eredità storica e archeologica è certamente tra i punti di forza della località, che si racconta attraverso i tanti siti a cielo aperto. A cominciare dal teatro romano, attivo fino al III secolo a.C. e attualmente utilizzato per alcuni spettacoli, fino ad arrivare al rinomato Alcazaba. Proprio sopra al teatro romano, a ridosso della collina di Gibralfaro, si erge la fortezza-palazzo di origine musulmana risalente all’epoca della dinastia nasride: attraverso le due cinte murarie, storicamente utilizzate con funzione difensive, si accede al palazzo moresco che ospita oggi il museo archeologico. Sulla stessa collina in cui sorge l’Alcazaba si può ammirare il Castello di Gibralfaro, da cui si gode di una visuale unica: il castello domina, infatti, sia la città che il porto di Malaga.

Tra gli edifici sacri, di grande impatto è l’imponente Cattedrale dell’Incarnazione, costruita a partire dalla prima metà del 1500 sui ruderi della principale moschea di Malaga ed ultimata circa 300 anni dopo. Ancora oggi l’edificazione della cattedrale non risulta del tutto completata, in quanto manca una delle due torri campanarie pensate per impreziosire la facciata: per questa ragione, l’edificio è stato ribattezzato dai cittadini malaghesi come “La Manquita” (letteralmente: la piccola monca). Accanto ai monumenti, un’altra attrattiva di forte interesse è l’Alameda Principal, antico viale alberato lungo il quale godersi una tranquilla passeggiata all’ombra dei bicentenari arbusti e fare tappa alla taverna Antica Casa del Guardia, abitazione nella quale soggiornò lo scrittore Hans Christian Andersen.

L’arte, in ogni sua forma, è il cuore pulsante della città. Terra d’origine di Pablo Ruiz Picasso, in Plaza de la Merced è possibile visitare la casa natale del noto pittore andaluso, che si inserisce tra le maggiori gallerie di tutto il mondo a lui dedicate. Anche il CAC (Centro di Arte Contemporanea), fondato nel 2003 nei pressi di un vecchio mercato sulle sponde del fiume Guadalmedina, accoglie permanentemente circa 400 opere, per lo più fotografiche, e ospita proiezioni cinematografiche, congressi ed eventi. Tra gli altri innumerevoli centri culturali, di particolare richiamo sono il Museo Carmen Thyssen, dedicato alla pittura spagnola del XIX secolo, e il Centro Pompidou di Malaga, unica sede extra Francia del Centro Georges Pompidou. Imperdibile è anche il quartiere Soho: dal vago richiamo bohémien, il cosiddetto “Barrio artístico” di Malaga è tra le nuove frontiere dell’arte contemporanea.

Il folclore malagueño è un tratto dominante e fondamentale della tradizione locale. La principale celebrazione cittadina, la Feria di Agosto (conosciuta anche come la Gran Fiesta del Verano) affonda le proprie radici già nell’Ottocento e festeggia la riconquista cattolica di Malaga dalla dominazione islamica. Durante la prima delle dieci sere di celebrazioni, i cittadini si ritrovano sulle spiagge di Malagueta e danno il via ai festeggiamenti, accompagnati da spettacoli pirotecnici ed eventi di vario genere, dal flamenco a concerti di musica, fino a rappresentazioni teatrali e degustazioni gastronomiche dei prodotti locali. La festività raccoglie centinaia di pellegrini, diretti verso il santuario di Nuestra Señora de la Victoria, patrona della città, e attira milioni di persone, tra cittadini e turisti.

Infine, anche la storia gastronomica ed enogastronomica del territorio riveste un ruolo di primaria importanza. Oltre alle tradizionali tapas, troviamo la fritura malagueña, fritto a base di pesce a crostacei, che ben si accompagna ai vini tipici della zona: primo fra tutti il Falstaff, un dolce moscato da sorseggiare, possibilmente, dopo una passeggiata sul Muelle Uno, il bellissimo lungomare di Malaga.

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