22 Ago 2021

Postcard from… Bormio

In alta Valtellina, a una cinquantina di chilometri da Sondrio e a 1.225 metri sul livello del mare, sorge il comune di Bormio. Storicamente florido polo commerciale, nel territorio bormino si rintracciano suggestive trame artistiche e culturali. Qui, dove il Parco Nazionale dello Stelvio colora i paesaggi, la natura esplode in tutto il suo rigoglioso splendore, tanto durante la stagione fredda quanto sotto il tiepido sole estivo che illumina l’intera valle. Ubicata in una generosa conca, frutto dello scavo di acque e ghiacciai, Bormio accoglie monti dalle rocce calcaree e dolomitiche baciate dai venti nordici, volgendo il proprio sguardo alle valli fluviali che la circondano. Nel suggestivo panorama, il monte Reit, il più alto della zona, svetta con i suoi 3.075 metri di altitudine.

Con tutta probabilità, il nome della località deriva dal gallico “bormo”, ovvero “sorgente calda”, ma è anche possibile rintracciare una connessione con il termine tedesco “warm”, “caldo”, il che rende l’origine del nome particolarmente affascinante e controversa. Oltre all’attività sciistica, sviluppata grazie alla prossimità con il Ghiacciaio dello Stelvio, un’altra potente attrattiva turistica è, infatti, la sviluppatissima attività termale – già citata da Plinio il Vecchio nel I° secolo d.C. – distribuita nei tre poli di “Bormio Terme”, “Bagni Nuovi” e “Bagni Vecchi”.

Altrettanto incerta è l’origine dei primi abitanti: si ritiene che i primi bormini fossero discendenti della civiltà etrusca e che in epoca romana la cittadina divenne un “oppidum turritum”, ovvero una città fortificata divenuta in seguito, con la cristianizzazione, dominio di Goti e Longobardi. Crocevia fondamentale dei valichi alpini fino al cuore dell’Europa, Bormio fu testimone di oltre un secolo di prosperità e indipendenza e, durante la Prima Guerra Mondiale, terra di rinomate battaglie combattute proprio sulle cime intorno al paese. 

Bormio è suddivisa in cinque contrade (o “reparti”), testimonianze a cielo aperto della storia secolare di queste zone, tra cui spiccano i monumenti laici più interessanti come il Kuerc, antico punto di raccoglimento del potere giuridico e la Torre degli Alberti, che tra il 1400 e il 1600 ospitò Bianca Maria Sforza, Ludovico il Moro e Leopoldo V d’Austria. Entrambe le strutture sono le uniche due torri rimaste intatte delle 32 originariamente presenti in città, simbolo del potere dei vecchi casati. Inoltre, sui muri delle abitazioni del centro storico non è difficile incontrare numerosi affreschi che colorano e ne adornano le facciate, insieme a suggestivi portali intagliati nel legno. Delle bellezze sacre, di particolare interesse è la Chiesetta di Santa Barbara, ad oggi sconsacrata, la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, distrutta da un devastante incendio e protettrice di tesori artistici legati all’ambiente alpino e valtellinese e, infine, la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

La Valtellina detiene i connotati di una cultura in rapido sviluppo e, allo stesso tempo, conserva usanze e costumi storici. Tra essi, la tradizione dei Pasquali di Bormio, una festività a sfondo religioso celebrata nel giorno di Pasqua con una sfilata di carri allegorici condotti a spalla dagli abitanti del paese. Per ciò che riguarda l’attività sportiva, Bormio è una destinazione particolarmente ricercata dagli amanti della bicicletta e della mountain bike: i sentieri boschivi e i Passi Alpini che costellano il territorio ben si prestano a queste discipline, insieme al trekking e alle escursioni nel Parco Nazionale dello Stelvio, oltre al golf e al motociclismo. Da Bormio, infine, che riserva anche un’importante influenza enogastronomica, è facile raggiungere le vicine località di Livigno e St. Moritz. 

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