3 Set 2021

L’AVVERSARIA | Nutribullet Treviso

Per una società abituata a compiere un passo alla volta, provare a migliorare gli ottimi risultati raggiunti nella stagione precedente rappresenta sempre uno stimolo enorme. È sotto questi auspici che nasce la nuova annata della Nutribullet Treviso, prima avversaria della Germani Brescia sul cammino verso la Final Eight della Discovery+ Supercoppa 2021.

Ai blocchi di partenza della nuova stagione, Treviso presenta un nuovo logo, un nuovo Title Sponsor e qualche volto nuovo anche nel proprio roster, senza però perdere di vista la fame e l’ambizione che ne hanno caratterizzato il cammino negli ultimi anni.

Dopo il sesto posto conquistato al termine dell’ultima regular season e la combattuta serie di quarti di finale con i futuri campioni d’Italia della Virtus Segafredo Bologna, la squadra trevigiana riparte con entusiasmo, senza celare l’obiettivo di alzare ulteriormente l’asticella. A testimoniarlo è la voglia del club veneto di partecipare a una competizione europea, desiderio che si è concretizzato con l’iscrizione alla Basketball Champions League, alla quale Treviso parteciperà partendo dai turni preliminari.

In attesa di ospitare le gare del Qualification Round al PalaVerde, dove sarà realizzata una vera e propria bolla, la Nutribullet proverà a oliare i propri meccanismi di gioco nelle gare del girone di qualificazione della Supercoppa italiana, che saranno un ottimo banco di prova per verificare la nuova realtà della squadra rimasta nelle mani di coach Max Menetti.

I ritocchi compiuti in sede di mercato danno al coach di origini reggiane una squadra più giovane rispetto al recente passato. Se la squadra ha perso qualcosa in termini di esperienza, in particolare con la partenza del professore David Logan, potrebbe guadagnare altro in talento e aggressività, nonostante la giovane età degli stoccatori chiamati a compiere un vero e proprio salto di qualità nella città della Marca e, di conseguenza, a farlo fare alla squadra.

Tra questi c’è Davide Casarin, arrivato in prestito dalla Reyer Venezia, che avrà a disposizione un minutaggio maggiore per mettere in mostra il proprio talento rispetto a quanto potesse fare in Laguna, e Giordano Bortolani, vecchia conoscenza della Germani Brescia (6.2 punti di media a partita nella sua stagione in biancoblu), arrivato in prestito da Milano con l’obiettivo di compiere un ulteriore step nel proprio processo di crescita.

Lungi dal porre troppa responsabilità su entrambi (Casarin è classe 2003, Bortolani è del 2000), molti dei destini della Nutribullet passeranno dal rendimento di questi due giovani promesse del basket italiano, che vengono comunque inseriti in un roster solido, che ha mantenuto gran parte dell’ossatura della scorsa stagione, con l’eccezione di David Logan, di Christian Mekowulu (anch’egli ha imboccato la strada verso Sassari) e Giovanni Vildera, partito alla volta di Ferrara.

Queste partenze hanno rivoluzionato il reparto lunghi della squadra veneta, che ha registrato l’arrivo di Henry Sims (ex Cremona, Roma, Fortitudo Bologna e Reggio Emilia) e Aaron Jones, giocatore che ha esperienze nei campionati spagnolo, francese e tedesco, durante la quale aveva giocato in squadra con DeWayne Russell.

A parte la novità costituita dall’arrivo del lituano Tomas Dimsa, proveniente da Gran Canaria, il resto del roster della Nutribullet è fatto di giocatori confermati dall’ultima ottima stagione: il già citato DeWayne Russell, Michal Sokolowski, Matteo Imbrò, Nicola Akele e Matteo Chillo, che rappresentano un grande serbatoio di esperienza e, soprattutto, possono contare sulla profonda conoscenza del credo cestistico del proprio allenatore, che nel corso della sua carriera ha ampiamente dimostrato di poter valere i palcoscenici più importanti.

Toccherà a Napoli e Brescia, dunque, testare la consistenza della squadra biancoazzurra, che subito dopo gli impegni del girone di Supercoppa si tufferà nell’avventura europea, con la speranza di potersi aggiungersi a Sassari e Brindisi nel novero delle squadre presenti nei gironi della BCL. Una speranza che Brescia e, più in generale, tutta l’Italia cestistica non può che condividere.

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