21 Ott 2021

L’AVVERSARIA | Banco di Sardegna Sassari

Passano gli anni, cambiano i roster ma il Banco di Sardegna Sassari è sempre lì, nella parte sinistra della classifica, pronta a lottare per le posizioni più prestigiose della graduatoria. È così anche in questa stagione, nella quale la società isolana ha cambiato davvero tanto rispetto alla scorsa annata, chiusa in una mortifera gara 5 dei quarti di finale dei playoff scudetto sul campo dell’Umana Venezia.

La separazione con Gianmarco Pozzecco rappresenta il cambiamento più sostanzioso del club sardo, che ha deciso di puntare forte su Demis Cavina, cavallo di ritorno (sulla panchina del Banco di Sardegna dal 2007 al 2009 in Lega Due) e guida nelle ultime due stagioni della Reale Mutua Torino, società satellite della Dinamo. Affiancato da Giacomo Baioni, reduce dalle due stagioni trascorse a Brescia, il coach emiliano ha avuto carta bianca, dovendo fare i conti per prima cosa con la partenza di Marco Spissu, senza dubbio il giocatore più rappresentativo del roster biancoblu, partito alla volta di Kazan con la voglia di arricchire la propria carriera di una nuova, preziosa esperienza.

Il dilemma di sostituire la point guard sarda è stato risolto con l’arrivo di Anthony Clammons e, soprattutto, con il ritorno in Sardegna di un atleta che domenica dopo domenica sta dimostrando che nel basket contano le doti tecniche, ma anche la voglia di far bene e di mettersi sempre in gioco, anche a 38 anni. Il ritorno del professor David Logan, dunque, risponde perfettamente al desiderio della Dinamo di inserire nella propria rosa di un giocatore capace di fare la differenza a dispetto della carta d’identità e che possa essere da esempio per i nuovi arrivati e per i meno esperti. Per informazioni, chiedere alla Nutribullet Treviso, superata a domicilio domenica scorsa dal Banco proprio grazie alle giocate del play di Chicago, votato come MVP della Lega Basket della quarta giornata del campionato.

Un roster di grande esperienza, dunque, quello di Sassari, imperniata su Logan ma anche sulla dedizione di Jack Devecchi (in maglia Dinamo dal 2006), sul silenzioso ma solido contributo di Massimo Chessa e di Luca Gandini e sull’estro di Stefano Gentile, arrivato a disputare la quarta stagione consecutiva con la maglia della squadra isolana.

Se il nucleo dei giocatori italiani garantiscono l’esperienza, l’atletismo della rosa biancoblu è rappresentato dai giocatori USA chiamati alla corte di coach Cavina, a partire da Anthony Clammons, che con quasi 16 punti di media a partita è il miglior realizzatore della formazione sarda. Oltretutto, il play americano di passaporto kazako abbina alla propria vena realizzativa anche una discreta capacità di coinvolgere i compagni di squadra, come testimoniato dai 2.7 assist di media a partita che mette a referto.

I destini della Dinamo passano anche dalle giocate di Jason Burnell, alla seconda stagione in maglia Banco di Sardegna, da quelle di Tyus Battle, giocatore che flirta spesso con la doppia cifra a referto, di quelle dell’ex Orzinuovi e Treviso Christian Mekowulu, quinto nella classifica dei rimbalzisti di Serie A (9.0 di media a gara), e dalla tecnica sopraffina di Eimantas Bendzius, mortifero nel tiro da tre punti (47.1%) e capace in ogni momento di spaccare in due una gara.

A completare il roster del Banco ci sono Jacopo Borra e l’interessantissimo Ousmane Diop: sotto contratto con Sassari dal 2018, il lungo senegalese è cresciuto in maniera esponenziale nell’esperienza compiuta a Torino, proprio sotto la guida tecnica di coach Cavina, durante la quale si è meritato la palma di miglior giocatore italiano della Serie A2. Tornato a Sassari, Diop è alle prese con un infortunio che non gli ha ancora permesso di scendere in campo, sia in LBA che in Champions League, competizione che finora non ha ancora regalato sorrisi alla formazione sassarese.

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